Una tranquilla giornata di paura

Anche oggi ho imparato una cosa: mai e poi MAI portare il prentado con te in giro per grandi magazzini.

Allora, sinceramente, io ero mosso da OTTIMI intenti. Volevo passare del tempo con la mia famiglia, nello specifico con mammà (eh si mammà è sempre mammà Linguaccia) che dopo anni rinchiusa nel negozio di sua proprietà si lamentava di aver perso un sacco di tempo per stare con noi. Cosa c’era di meglio che prenderla e portarla con me in giro per Ikea a tentare di recuperare il tempo perduto?

Ma si sa, i buoni propositi son fatti per essere rovinati.

Nel giro di zero secondi a mammà (che per quanto madre ha cmq il suo bel caratterino da sopportare) si aggiunge papy (che ovviamente pretende la guida e la gestione (tipo avessi 5 anni) della cosa) e zia che di base si sente in trasferta se da Olmo arriva a Castiglion Fiorentino (per i non del luogo non sono più di 13 km!!!)

Iniziamo subito maluccio quando sento nell’aria la tipica agitazione di mia zia che, già fibrillante, inizia a preoccuparsi dell’orario della partenza con circa tre giorni di anticipo.

Proseguiamo peggio quando scopro che papy (che già sopporto a fatica tutto il santissimo giorno in ufficio) nell’ordine pretende: 1) la sua auto (perciò NON I MIEI CD), 2) guidare lui (perciò io mi ritrovo a fare il passeggero), 3) venire con noi (lui che odia tutto ciò che non sia boschi e caccia… dico io… ma prima di accettare, ti sei domandato a cosa vai incontro? IKEA? DI DOMENICA!!!!!!!)

Vabbuò, partiamo e io metto su la faccia da figlio gioioso, mi siedo al posto del passeggero e di qui che eravamo in valdarno già mi sfracassavo le palle.

Papy intento alla guida spiccicava monosillabi (mai stato per la conversazione da viaggio lui), mamy e zia (che da buone sorelle speravo mi dessero manforte nel taglio e cucito sui cavoli di tutto il parentame) dopo tre parole (chi ha detto sole-cuore-amore??) si chiudono in uno strano mutismo da rassegnazione… e io poverello, rimanevo solo con radio subasio che mi lagnava di amori andati a male… sgrunt!

Grande teatrino quando in dirittura di arrivo a Firenze Ovest chiedo con aria angelica: "Pà, ma sai dov’è Ikea?" (potete rispondere tutti in coro, lo so!) lui: "Certo che lo so Figliuolo" (hihi)

ZOOOOOMMMMMM (ciao ciao Firenze Ovest) Linguaccia

Al che, un po’ titubante alzo il ditino e chiedo: "Scusaaaa maaaaaaa… non dovevamo uscire?", "Nono, esco a Calenzano figliuolo" esclama con sicumera il papy.

Io abbozzo e mi rimbozzolo.

Usciamo e in effetti (tralasciando che avremmo dovuto fare un discreto giro a pesca) avremmo potuto arrivarci anche da li a Ikea… se non che superpapy sbaglia clamorosamente direzione e io, un pò sadicamente, decido di lasciarlo cuocere nel suo brodo finchè non vedo sventolare l’insegna de I Gigli. Al che (bastardo) rialzo il ditino e richiedo, "Scusaaaa maaaaaa… sei sicuro di sapere dov’è Ikea?". Con molta meno sicumera SuperPa mugugna qualcosa di poco comprensibile… al che, capìta l’antifona, prendo il timone della situazione (cioè IO Yuzzillo del TOMTOM che si perde anche a casa sua!!!) e riporto la ciurma in direzione giusta.

Nel frattempo, nei sedili posteriori le comari si erano destate e cominciavano (zia in primis) a cincischiare "ma dove siamo?", "ma chiedere informazioni?", "ma li vedete i cartelli?".

Lascio ai lettori immaginare l’ovvia atmosfera da cog£ioni rotanti che si respirava in auto.

Con la mia voce mode tomtom (girare a sinstra, tra—trecento—metri—girare a destra) a far da navigatore arriviamo incolumi in un’Ikea strabordante di esseri umani e non (alcuni dall’odore non potevano esserlo davvero!!) e iniziamo il tour.

Dopo un primo inizio scoppiettante raggiungiamo la zona sala. Io trullino trullino mostro agli astanti con dovizia di particolari e con grandi dimostrazioni grafiche e non come immagino la mia prossima sala. Dopo 15 minuti di descrizione, raggiunta la libreria che più somiglia a ciò che vorrei mettere in casa, la mostro agli astanti e ansioso attendo il commento.

Mia madre (e qui ci vorrebbe un paragrafo per parlare della sua attitudine a distruggere tutto ciò che ti sei costruito negli anni e di cui vai estremamente fiero con una sola parola) esclama… "E’… grezzo!"

Avrei preso una panca e glie l’avrei spaccata sulla groppa.. e giuro, non in senso figurato!

Fortunatamente il saggio uomo che si nasconde sotto questa facciotta sorridente ha risolto brillantemente la situazione con un "vaffanculo" e proseguendo il giro.

La zona cucina non è certo stata meno drammatica. Io cercavo di comunicare dubbi e opinioni, mostravo con divertito (e  senza dubbio, estremizzato) stupore le mirabolanti soluzioni Ikea per la dispensa e per gli accessori e questi girellavano con aria finto-interessata tra uno scaffale e l’altro, distruggendo ogni mio afflato di finta gioia.

Nota positiva, sono comunque riuscito a portare a termine il compito principale di questa uscita: prendere alcune misure che mi mancavano per poter finire i lavori di muratura in casa… e questo è senza dubbio un obbiettivo raggiunto!

Fortunatamente la zona mercato ha reso la coppia di comari stanche un po’ più briose, soprattutto l’angolo pentolame.

Da parte mia, per compensare la disperazione mi son buttato (come faccio spesso) sugli acquisti compulsivi totalizzando più di 50 euri di nulla… (ma me ne accorgerò solo una volta giunto a casa) Linguaccia

L’ultimo drammatico scoglio lo incontriamo una volta girato l’ultimo angolo prima delle casse. Sembrava di stare in mezzo all’evaquazione di New York nel film Io sono Leggenda… invece di spendere tanto in comparse Will Smith poteva andare a reclutare gente all’Ikea…

Papy con una scusa tanto subdola quanto banalmente sgamabile si dilegua lasciandomi con le sorelle Kessler (basse) che cominciano a scalpitare per l’attesa.

Nonostante i peggiori presagi in poco più di mezz’ora siamo fuori, raggiungiamo l’auto, carichiamo le borse e riprendiamo i nostri soliti posti e la solita verve che ci aveva contraddistinto all’andata.

Mentre l’autostrada correva buia e silenziosa (o quasi) e io stavo lentamente sprofondando in riflessioni deprimenti, il DJ di Subasio decide di mettere (a giusto coronamento della giornata) le note di "E fuori è buio" che, detta tra noi, non era assolutamente il genere di canzone che mi serviva di ascoltare in quel momento. Facile intuire l’immediato trip di depressione personale nel quale mi sono trovato infilato da capo a piedi.

Poi vi chiedete perchè quella sera stessa ho cenato con un Big Tasty guardando un Horror: una volta sopravvissuto a quel pomeriggio ormai nulla mi avrebbe distrutto!

Insomma… l’idea era pure carina, l’impegno io ce l’avevo messo tutto… peccato che come spesso capita le buone intenzioni non sempre sono coronate dal successo…

Vabbè… almeno una cosa l’ho imparata: mai più in Ikea con il parentame!!!

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5 Risposte

  1. ROTFL e bi ROTFLmi stavo rotolando soprattutto per i vari "senti maaaaaaaaaaaaa" e per la panca spaccata in groppa a mammà. Mi sono immmginata PERFETTAMENTE la tua faccia!ROTFL

  2. Dai Yuzillino, quel che non uccide fortifica! ;o)
    Anch’io dovrei ripensare alla sala…
    ma, visto che ci sei già andato, l’Ikea ha librerie a ponte? Magari anche ad angolo? E magari con anche una ribalta a far da sotituto-tavolo?

  3. Mamma mia, c’è chi si orienta peggio di te?!Comunque complimenti per l’ideona, Ikea di domenica e col brutto tempo!Vabbè, torno a rosicchiare la mia crusca…

  4. minchia!
     
    la prossima volta ti mando ai saldi con mia madre e mia sorella….. serve un allenamento di mesi!!!!!
    coraggiooooooo

  5. ROTFL Yuz, sembri nato per rovinarti la vita :))))cmq ti ringrazio per i consigli (indiretti e anticipati, ma so che ne farò tesoro) sul cosa non direfarebaciareletteratestamento per non farmi odiare dal figliolo. Dovrò darmi un a bella regolata, però credo che riuscirò a non smontargli tutti i progetti :))))Certo che però ci vuoi tu, all’Ikea di domenica e con la pioggia, non so lì, ma qui da noi se piove abbiamo metà Genova alla Fiumara e metà ll’ikea, poi non so chi è che va all’ipercoop, ma è pieno anche li :))))

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