In finale

Ovvero COPPA MOVIDALOCA 2008 – Parte Uno

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Adrenalina a mille, concentrazione totale, pronto, reattivo, tutti i sensi in piena efficenza, solo io e il gruppo, solo io e il cantante. Queste sono le sensazioni che mi hanno invaso domenica scorsa appena superato la soglia della pista da ballo.
Un’ondata di così tante emozioni che difficilmente riesco a ritcordarne di simili in tutto il resto dei miei anni.

Ma facciamo un passo indietro.

Domenica 20/04/08 si è svolta la Seconda Coppa Movidaloca ed io, con i miei amici (I Fuchi Fichi) ci siamo presentati come squadra per le gare di Rueda. Ovviamente io ero in panico (almeno) dalla sera precedente. :Linguaccia  Da buon ansioso quale sono, mi preoccupavo per circa un MILIARDO di inutili cose. Che effetto mi avrebbe fatto presentarmi in mezzo ad una pista con gli occhi di centinaia di persone puntati su di me? Sarei stato in grado di estraniarmi dal contesto? Sarei stato capace di mantenere l’attenzione costante ai comandi del cantante? … E se mi fossi dimenticato come si fa il "saluto al guapo doble"… E se mi fosse scappata la pipì? (ghghghgh Animoticon)

Insomma… la notte precedente fu davvero complicata da superare, fortunatamente la mattina arrivò velocemente e alle 9.30, come da programma, i Fuchi Fichi si radunarono al completo nel parcheggio del Crocodile e dopo qualche piccolo inconveniente all’entrata e al ritiro dei numeri di gara, finalmente facemmo il nostro ingresso nel locale.

L’aria era già molto calda (nel senso che proprio si sudava!!) e la folla era decisamente tanta, così per prima cosa ci preoccupammo di trovarci un bel tavolo attorno al quale sederci (sportivi fino in fondo vero??? Sorpresa).

La noia si fece velocemente strada nei nostri cuoricini sovreccitati quando apprendemmo che il nostro turno sarebbe arrivato come minimo dopo la pausa pranzo, visto che prima di noi si sarebbero esibiti i bambini, le coppie, i senior, i supersenior, i Los Angeles, i Latin Dance, il cane, il gatto e chiunque passasse di li anche per caso.

Ormai eravamo li per gareggiare e li dovevamo restare. Così, tra chi mangiava, chi girellava, chi dormiva, ognuno di noi trovò il proprio modo per far passare queste lunghe ore di attesa (posticipando anche le prove che ci eravamo ripromessi di fare per scaldarci un po’).
 
D’un tratto fummo destati dalla noia soporifera che ci aveva invaso da una voce al microfono che annunciava il cambio di scaletta: solo dopo pochi minuti dall’annuncio avrebbero gareggiato le Ruede!!!
Fu un colpo sentire chiamare il nostro numero. Dei dieci Fuchi Fichi se ne trovavano meno della metà. Nessuno sapeva dove erano gli altri, non avevamo provato, non ci eravamo scaldati, non eravamo pronti psicologicamente. Chi fuggiva al bagno, chi non si era neanche cambiata, chi cominciava a intonare cori di sfida, insomma il caos imperversava nei nostri ranghi.

Per conto mio dal lieve torpore in cui ero sceso per la lunga attesa, mi ritrovai d’un colpo carico a mille. Non avrei mai pensato di avere una botta di adrenalina del genere. Ero lucidissimo. Mi "cagavo sotto" ma ero davvero al top. Ed in men che non si dica… eravamo in formazione in mezzo al palco. Evitai assolutamente di dare uno sguardo all’esterno del nostro cerchio, mi sforzai di non cedere alla tentazione di guardare il locale dalla nuova postazione evitando così il rischio di venir preso dallo sconforto. Mi concentrai solo su di noi e sulla musica di preascolto.

Musica facile. Non una delle nostre preferite ma decisamente interpretabile… ce la potevamo (potevo) fare.

Il giudice gridò "Gara!!!" e la musica partì. Guardai il nostro cantante che iniziò a contare bene e sul tempo giusto, mentre io sussurravo con lui: "Cinque, Sei, Sette, …, UNO!" e i piedi di tutti noi si mossero all’unisono.

Dopo la prima vuelta e il primo grido di noi uomini il cervello mi si svuotò completamente. Sentivo solo la musica e i comandi del cantante. Una sensazione fantastica. Il corpo reagiva perfettamente senza che io intervenissi in modo coscente. Ad ogni comando rispondevo in scioltezza e gli altri con me. Mi resi conto solo dopo che mentre tutto scorreva correttamente a tempo, nel volto di tutti noi succedeva quello che durante le prove ci riusciva davvero difficile: stavamo sorridendo. Eravamo tutti li, coesi e compatti, concentrati e attenti ma nonostante tutto ridevamo, ci stavamo davvero divertendo. Non c’era più l’ombra della tensione di prima: eravamo li per far festa e per divertirci e… CAVOLI SE LO STAVAMO FACENDO!!!!!! A bocca aperta

La canzone finì ma io avrei continuato per altri 10/20 minuti se i nostri amici (e qualche maestro) da bordo campo non ci fossero piombati addosso abbracciandoci e gridando con noi.

I Fuchi Fichi erano stati davvero bravi. La nostra era stata davvero una Rueda de Casino e avevamo fatto letteralmente scomparire gli altri con la nostra carica, la nostra allegria e le nostre urla.

I Fuchi Fichi erano appena passati in FINALE.

(… to be continued…)

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Una Risposta

  1. Ce l’hai quasi fatta a finire il racconto della gara a puntate! :-))) Sono convinta che vi siate divertiti tantissimo……….eh si…corso di salsa..è inutile..mi tocca cercare!!

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