Giorno 6 – Giovedì 23/04/09 – …di Hiroshima, di Miyajima e del Grande Torii in mezzo al Mare

Stamani la sveglia era puntata un’ora prima del solito visto che per effettuare il percorso odierno era necessario un primo spostamento di almeno tre ore in treno. Il risveglio, manco a dirlo, è stato traumatico ma mai quanto quello del mio vicino di letto che ha cominciato a sacramentare in un modo che ancora non avevo sentito.

Comunque, con un bel the verde e una pasta al cioccolato al solito Starbucks il mondo prende subito un’altra piega. ;P

Saltiamo sull’Hikari e mentre gli altri si addormentano io provo speranzoso la ricerca di un debole segnale wifi free….

Di wifi ce ne sono mille… free neanche uno. Sigh!

Passo le seguenti due orette circa a scrivere i resoconti che vi siete letti fino a poco fa e in questo modo mi ritrovo rapidamente alla stazione di Hiroshima.

IMG_1913 Non avevo effettivamente un’idea chiara di quello che avrei trovato e le emozioni che mi avrebbe trasmesso. Sono rimasto sorpreso io per primo di ritrovarmi profondamente commosso davanti agli eventi raccontati nel Peace Memorial Museum, dove con l’aiuto di video, scritti, piantine e reperti originali si racconta dettagliatamente come si è arrivati all’attacco con la bomba e cose è seguito dopo fino alla ricostruzione della città.

 

E’ stata un’esperienza toccante e in alcuni punti davvero straziante, una cosa è sapere le cose, un’altra è leggere, vedere e “quasi sentire” gli eventi. Sono uscito davvero scosso, tanto che mi ci è voluto un po’ per ricominciare a fare lo scemo con gli altri come al solito.

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Sempre a Hiroshima ho avuto la fortuna di assistere ad una manifestazione dei bambini di una scuola davanti al Children’s Peace Monument. Anche quello è stato un attimo davvero toccante: i bambini, in omaggio alla piccola Sadako (una bambina rimasta colpita dalle radiazioni della bomba atomica che credeva che se avesse fatto 1000 gru in origami [simbolo di lunga vita] sarebbe finalmente guarita) si sono raccolti davanti al monumento cantando una preghiera/canto e appendendo ad esso una raccolta di gru di origami come ad aiutare la piccola che non era riuscita nel suo intento.

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I bambini erano tutti attentissimi e concentrati segno anche questo di quanto la bomba abbia segnato tutto il popolo giapponese.

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Dopo un nuovo Okonomiyaki cucinato davanti a noi da dei cuochi simpaticissimi e allegri, dopo aver conversato con due clienti Giapponesi del locale che appena hanno scoperto che venivamo dall’Italia ci hanno tempestato di domande facendo di tutto per farci sapere che erano appena tornati da un viaggio in Italia, dopo esser riusciti ad ordinare un ulteriore e inedito Okonomiyaki Take Away per un mio amico particolarmente affamato ci siamo diretti verso l’Isola Sacra di Miyajima.

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Un tempo questa isola era interdetta alle persone comuni essendo considerata Isola Sacra e l’unico modo di accedervi era passando in barca attraverso il fantastico Torii arancione in mezzo al mare.

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La parte bassa dell’isola è un susseguirsi di ristorantini, negozietti di manifattura, ricordini di ogni tipo e genere, insomma… la parte bassa di questa splendida isola è stata trasformata in una meta di shopping e turismo nel peggior stile italiano… peccato.

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Per ritrovare un pò di sacralità siamo dovuti salire un pò…. anzi MOLTO più di un pò circa 530 metri sul livello del mare!

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Questa è stata l’escursione più massacrante di tutto il viaggio (almeno fino ad ora): prima abbiamo preso un bus che ci ha portato fino all’attacco della funivia, scesi dalla quale siamo saliti su un’altra, scesi dalla quale…. abbiamo cominiciato a salire a piedi… per circa 20 minuti!!! Siamo arrivati davvero fino in cima… a 530 metri sul livello del mare, la punta più alta dell’isola.

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Oltre all’ovvia soddisfazione per il traguardo raggiunto, oltre ad aver suonato la campana più alta dell’isola, oltre ad aver fatto un percorso bellissimo… dalla sommità si godeva una vista STU-PEN-DA.

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Siamo tornati giù distrutti ma davvero felici e appagati, la fatica era stata ampiamente ricompensata.

Prima di tornare, sfruttando l’alta marea e la luce fantastica che cominciava a circolare, mi sono dedicato ad un po’ di foto del bellissimo Torii… spero davvero che riescano a rendere la magia che si respirava in quel momento.

La cena di stasera è stata all’insegna di un bel Bento mangiato in treno, poi dopo un sonno (che spero) ristoratore domani mi aspetta il trasloco dalla ryokan di Kyoko a quella di Tokyo per l’inzio della seconda parte di questo magnifico viaggio nella terra del sol levante.

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                                    Sayonara 😀

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2 Risposte

  1. Un saluto alla memoria…di Hiroshima…Sayonara.Carlo.

  2. Molto bello e toccante il resoconto, sembra di essere lì con te :-)Vedremo poi i risultati raggiunti da questo intrepido fotoreporter e la sua Reflex!

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