Giorno 7: Venerdì 24/04/09 – … del trasferimento, di Shinjuku e del bagno in comune

Senza quasi accorgermene sono già a metà della mia vacanza e questo comporta il trasferimento da Kyoko (antica capitale imperiale tra il 794 e il 1868) alla moderna Tokyo.

Onestamente ho amato molto Kyoto con i suoi templi, con la sua vita relativamente tranquilla, con il suo verde e i suoi spazi ampi, ma sono davvero curioso di scoprire qualcosa di più della moderna Tokyo, la capitale odierna, luogo pieno di vita, di gente e di luci al neon…

Con il solito Shinkansen in meno di 3 ore ci trasferiamo nella nuova sistemazione a Tokyo a 530 km di distanza dalla vecchia ryokan e veniamo ancora una volta accolti in modo splendido.

Lasciamo, come di consueto, le scarpe all’ingresso e con le ciabatte da casa veniamo fatti accomodare in una grande stanza con un tavolo e grandi cuscini rossi dove ci inginocchiamo per registrarci e trovare le nostre stanze.

La ryokan questa volta è molto grande e ospita, oltre al nostro tour, anche un gruppo di atleti francesi dediti all’Akido. Al principio questa novità ci disturba un po’: ormai siamo abituati ad essere unici ospiti della casa e il pensiero di dover condividere gli spazi comuni con altre persone che non facciano parte del nostro gruppo ci agita un po’. Oltre a questo, l’idea di dover condividere anche il bagno con gente sconosciuta fa serpeggiare in noi il malcontento generale.

Il problema comunque non è immediato così ci occupiamo dell’assegnazione dei compagni di stanza. Quasi fossimo stati già d’accordo l’assegnazione dei letti rimane invariata così veniamo accompagnati alle relative stanze.

IMG_0012Poggiate le valigie e trovato un’idea di spazio privato ripartiamo immediatamente diretti verso il Tokyo Dome  dove fare un pranzo fugace e poi ripartire verso il primo breve giro della città. Il Tokyo Dome è un’imponente struttura che raccoglie uno stadio del baseball, un centro commerciale e un parco di divertimenti con ruota panoramica e montagne russe che attraversano letteralmente i palazzi… avrei voluto provarle!!!!

 

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Sbagliando completamente abbigliamento esco di casa senza giubbotto e con addosso solo una maglia a manica lungaIMAGE_201 mentre il cielo nel giro di 10 minuti cambia da soleggiato e caldo a cupo e ventoso. Ma non c’è tempo per lamentarsi, il pranzo è un ottimo Takoyaki  (palline di polipo adagiate in una barchetta di legno con sopra salse e scaglie di pesce), buonissimo anche se per niente leggero seguito da un gelato alla tipica maniera giapponese.

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img131 Entri in gelateria (che per inciso sono pochissime e non assomigliano per niente alle nostre) tutta bianca e rosa con esposte in vetrina riproduzioni in plastica delle torte che producono in negozio e vieni incanalato in una fila ordinata. All’inizio della fila puoi ritirare un cartoncino plastificato con la foto dei gusti disponibili, quando arriva il tuo turno hai già deciso i gusti che desideri e devi scegliere solo la dimensione e il tipo (cono, coppetta o cialda) da comodissime raffigurazioni plastificate che le gentili e sorridenti cameriere ti mostrano rapidamente.

Insomma anche in gelateria è tutto perfettamente organizzato… comodo ma anche un po’ spaventoso, no?

IMG_0049Radunati gli altri del gruppo, ripartiamo di buona lena verso Shinjuku iniziando dalla zona ovest caratterizzata da imponenti grattacieli stipati di uffici e burocrazia, sui quali svetta sovrano il Tokyo Metropolitan Government Offices di Tange Kenzo,  un’imponente costruzione formata da svariati edifici dove risiedono gli uffici governativi. L’entrata libera fa si che ci fiondiamo all’interno per provare l’ebrezza di salire i 45 piani in circa 50 secondi… l’ascensore sale così velocemente che ci si tappano le orecchie… incredibile.

Incredibile come la vista che si gode dalle enormi vetrate che si affacciano da quell’altezza sulla città sottostante. Metto qui di fianco qualche foto per tentare di rendere almeno un po’ l’idea di enormità che si può godere da quassù.

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Comprato qualche ricordino e scattato qualche foto, proseguiamo il giro nella zona rimanente di Shinjuku quella dedicata agli affari “molto meno burocratici”: la zona a luci rosse.

In men che non si dica i giganteschi grattacieli e l’asettica IMG_0095 struttura ordinata e pulita tipica dei quartieri più burocratici vengono sostituiti dal caos delle luci al neon, dalle insegne con fanciulle dagli occhioni spalancati e da misteriose porte aperte ma coperte da tendine con scritte enormi che invitano a dare uno sguardo. Altra cosa  decisamente poco comune è che di IMG_0096fianco ad ogni entrata di quelli che senza dubbio erano dei locali di strip c’erano delle riviste patinate e sigillate dal cellophane con dentro un catalogo delle “signorine” disponibili all’interno del locale…

Da buoni maschi italiani, presi dalla curiosità abbiamo fatto incetta di questi “cataloghi” rimanendone al quanto delusi quando, una volta aperti ci siamo trovati davanti a qualche viso e una serie di dettagli ovviamente scritti in giapponese stretto… 😛

Ben ci stà 😛

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Ormai la stanchezza cominciava a farsi sentire così abbiamo ripreso la metro e non senza qualche incertezza sulla direzione, siamo tornati verso la ryokan.

La cena a base di un ottimo e piccantissimo ramen l’abbiamo consumata in un piccolo locale (costituito da un solo bancone) vicino alla ryokan.

…. mi son dimenticato di una cosa… non vi ho ancora parlato del bagno in comune!!!

In pratica finalmente abbiamo potuto provare il “famoso bagno in comune” tipico delle onsen giapponesi. Sinceramente partendo ero molto incuriosito da questa usanza ma una volta arrivato a Kyoto e scoperto che avevo la doccia in camera non me n’ero più molto preoccupato… anzi, ero quasi sollevato.

Adesso che siamo a Tokyo e che l’unico modo per lavarsi è appunto usare il bagno in comune tutti noi abbiamo dovuto far fronte a questo cambiamento. Una volta rientrati ci siamo accordati (noi ragazzi) per sperimentare questa usanza. Ritrovatici nella saletta dello spogliatoio abbiamo iniziato a spogliarci. Chi si preoccupava dei francesi, chi non sapeva come usare il bagno, chi leggeva tutte le scritte, insomma l’imbarazzo era evidente finchè non abbiamo preso il coraggio a quattro mani e siamo entrati.

Il bagno funziona così: ci si spoglia nello spogliatoio e si entra nel bagno. Si recupera uno sgabello in plastica e una bacinella e si va verso una delle cannelle al muro. Ci si bagna, ci si insapona, ci si sciacqua e solo dopo essere puliti si entra nella vasca al centro della stanza. L’acqua nella vasca è sempre molto calda e non serve per lavarsi ma per rilassarsi e togliersi la stanchezza di dosso. Una volta usciti dalla vasca, ci si sciacqua con dell’acqua fredda o fresca per riprendere tonicità.

In effetti, devo ammetterlo, superato l’imbarazzo iniziale, il rito del bagno a fine giornata è diventato una piacevole abitudine, seguita poi da una bella birra fredda in compagnia degli amici del tour…

… dovrò installare un bagno giapponese anche a casa mia… 😀

Onestamente il primo impatto con Tokyo mi ha un po’ spaventato: c’è molta confusione, molta gente, molto caos rispetto a Kyoto. Gli spazi sono più stretti, le case sono ammassate e ho paura che tutta l’atmosfera tipica giapponese che ho vissuto e amato a Kyoto venga spazzata via dalla normale vita di metropoli che potrei trovare qui…

… vedremo… domani

Oyasumi nasai

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Una Risposta

  1. Mi sono piaciute particolarmente due cose di questo tuo molto bello e dettagliato resoconto:1) in effetti anche a me lascerebbe un po’ interdetto un’efficienza così perfetta come racconti. Va bene essere organizzati, ma un po’ di sano caos italiano penso contribuisca a rendere la vita meno banale e scontata (comunque sono sicuro che dagli amici con gli occhi a mandarla abbiamo molto da imparare);2) quella del bagno è una cosa fantastica che vorrei provare moltissimo! Sono un grande amante delle terme, ma in effetti l’idea di avere un bagno caldo serale dove "purificarsi" della stanchezza e delle avversità quotidiane mi intriga tanto. Quasi quasi possiamo farci qualche progettino "edilizio" 😉

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