Giorno 8: Sabato 25/04/09 – … dell’Edo-Tokyo Museum, della pioggia vera e di quella di manga

La giornata di oggi si apre con una pioggia forte e incessante che rende complicato qualsiasi spostamento e mette in “forse” tutto il programma odierno.

IMG_0001-ripulita Personalmente risvegliarmi con il suono della pioggia che picchia sulle vetrate esterne mentre sono ancora sotto al mio caldo futon mi da una bella sensazione di calore e intimità… un risveglio dolce e piacevole; sarei rimasto a rotolarmi sotto le coperte fino a sera. Ma, come ogni giorno, non sono arrivato in Giappone per stare a letto, così, incurante della pioggia che per tutto il giorno ha continuato a venir giù, sono uscito dal letto e ho dato inizio alla giornata.

 

Il programma di oggi ovviamente diventava piuttosto arduo da seguire (visto che tra le altre cose prevedeva una visita alle bancarelle all’aperto di Asakusa), ma, armati di ombrelli e impermeabili, decidiamo lo stesso di provare a seguirlo alla lettera.

Fortunatamente la prima tappa di oggi prevedeva una visita all’Edo-Tokyo Museum (di conseguenza a CHIUSO), una imponente costruzione che raccoglie testimonianze e informazioni sul periodo Edo e sul periodo Meiji della storia di Tokyo.

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La visita del museo è stata affascinante, interessante e suggestiva. C’erano ricostruiti gli interni delle case dei tempi passati, plastici e modellini dei palazzi imperiali, abiti, monili e accessori dei vari periodi… insomma entrare nel museo è stato come ripercorrere in una mattinata la storia di questa affascinante metropoli.

A far contento il mio animo da Otaku, nel museo abbiamo avuto la fortuna di trovare una mostra temporanea dedicata al maestro Osamu Tezuka (autore tra gli altri di Astro Boy, Black Jack e La Principessa Zaffiro). Ovviamente non ho avuto dubbi e ho deciso di non perderla per nulla al mondo, peccato solo che per tutta la mostra i cartelli e le indicazioni erano quasi esclusivamente in giapponese, cosa che mi ha impedito di apprezzare appieno la visione delle tavole autografe dell’autore.

IMAGE_207 Per l’ora di pranzo la visita al museo era conclusa così ci siamo diretti verso un luogo dove pranzare. Una scodella di ramen bollenti con carne è stata l’ideale per riscaldarci mentre fuori la pioggia continuava imperterrita a cadere.

Probabilmente la differenza tra il freddo della pioggia e il caldo dei ramen han fatto si che subito dopo pranzo mi scoppiasse un discreto mal di testa, prontamente tamponato con una tachipirina d’emergenza.

Il programma del giorno a questo punto prevedeva la visita alle bancarelle all’aperto di Asakusa, cosa che a me e a qualcuno degli altri è sembrata una cosa improponibile visto la pioggia incessante. Unica soluzione proponibile è stata quella di separarci in due gruppi: qualcuno ha seguito alla lettere il programma mentre io e qualcun’altro abbiamo deviato verso Shibuya in cerca di una delle tre sedi di Mandarake.

Mandarake (per i meno informati) è la mecca degli appassionati di manga e anime del sol levante. Una catena di negozi dove, tra nuovo e usato, si trova praticamente tutto ciò che riguarda i fumetti e l’animazione giapponese… e a questo punto… il mio animo otaku ha preso il sopravvento!!

Così, per la prima volta senza accompagnatori, ci siamo avventurati da soli in giro per la metropoli alla ricerca di questo fantomatico Mandarake.

Muoversi con la metrò (ovviamente) non è stato complicato, già un pò più complesso è stato capire, una volta usciti, quale delle mille uscite imboccare, ma superato anche questo impasse tutto è scorso facilmente. Impagabili i sempre più gentili abitanti di Tokyo i quali (anche se inizialmente un po’ diffidenti e preoccupati) ci hanno letteralmente accompagnato davanti all’entrata di Mandarake sotto la pioggia scrosciante.

Il Mandarake di Shibuya è fantastico: innanzitutto si devono scendere almeno 6 rampe di scale nel sottosuolo arrivati al termine delle quali si spalanca davanti a noi una serie ininterrotta di scaffali stracolmi di manga, dvd, modellini, cd e abiti da cosplay… da perderci la testa.

Ovviamente era impossibile per me uscire da quel paradiso terrestre senza portarmi a casa qualcosa, così, dopo attenta consultazione, mi son comprato un paio di bellissimi libri di illustrazioni a prezzi dimezzati rispetto all’Italia… questi si che sono affari.

La pioggia intanto non accennava a diminuire così decidiamo di rincasare in modo da prepararsi per la famosa Cena con i Giapponesi prevista per le 19.30.

La cena è stata simpatica, niente di più: un buffet allegro dove un gruppo di italiani cercavano il modo migliore per comunicare con gli indigeni del luogo. Personalmente mi sono divertito abbastanza ma ero ben lontano dalla crisi di identità che ho rilevato in alcuni dei miei compagni viaggiatori… (ogni riferimento è assolutamente voluto) 😛

Dopo cena ci siamo spostati (quasi tutti) in un locale di Karaoke (passatempo molto in voga nella terra del sol levante) dove per “soli” 3000 Yen a testa (notare che di regola noi ceniamo con circa 1000 yen) abbiamo bevuto una birra e abbiamo cantato un po’… rabbrividendo per le orribili interpretazioni.

Il punto più alto della serata è stato quanto tutti in coro (noi italiani) abbiamo intonato la sigla italiana di Jeeg e di Mazinga Z con la base musicale nipponica (identica a quella italiana, ovviamente).

Shibuya di notte è davvero un gran caos, ci sono milioni di persone in giro per strada, tutti agghindati in modo incredibile e con capigliature al limite dell’assurdo… ma sinceramente è affascinante vedere tutto quella “vita”… 😛

Usciti dal locale di karaoke però ci siamo dovuti sbrigare per tentare di prendere l’ultimo treno della notte per rientrare in ryokan.

Anche questa lunga giornata, nonostante il meteo avverso, è stata bella e interessante…. mi auguro solo che il mio mal di testa passi nella notte visto che domani mi aspetta Harajuku, Omotesando e soprattutto… Akihabara, il quartiere della tecnologia!!!!

Fatemi un in bocca al lupo!!! 😛

Mata ne!

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Una Risposta

  1. Mi sa che tutti questi apprezzamenti per i futon lasciano intendere che presto in casa Yuza ne soggiornerà uno?Sono molto dispiaciuto per il mal di testa ma il resto non lo bevo. Non mi dire che sei andato a Mandarake solo perché pioveva…;-PPPPPPP

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