The Canadian Adventure – Day Three: Little Italy

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Three: Little Italy

Anche questa notte finisce un po' troppo presto: Tommy si sveglia quando ancora l'alba è di là da venire e insiste per giocare, saltare, ridere, tutto pieno di energia, mentre noi tipo zombies cerchiamo di tenerlo a letto.

Quando ormai non capiamo che non c'è modo per dormire ancora, scendiamo in cucina dove Vittoria (la nostra ospite) ci fa trovare una ottima colazione: caffè italiano, biscotti, pane caldo e marmellate… Fantastico!

La giornata poi prosegue al Centro Culturale Italiano, luogo attorno al quale la comunità italiana si raccoglie con un sacco di iniziative per mantenere la nostra cultura viva anche in “terra straniera”.

Silvia inizia presto le prove e io, girellando per il centro con Tommy, mi ritrovo in pochi istanti in una classe di italiano per bambini canadesi di circa due tre anni. L'ambiente è carinissimo, la maestra genovese dolce e sorridente interagisce con i piccoli in italiano con canzoni, balie e giochi e anche Tommy si butta volentieri nella mischia lasciandomi tranquillamente nelle retrovie. Condivide i giochi e partecipa attivamente alle attività suggerite dalla maestra. In pratica per tutta la mattina ho avuto una baby sitter gratis 🙂

Il pranzo è con un panino (c'era anche un ristorante li dietro ma Tom sembrava gradire molto di più il suo primo pasto con affettato, formaggi e insalata) e con le verdurine che avevamo comprato il giorno prima e dopo aver passato una mezz'oretta con la mamma ci accingiamo a fare il riposino del pomeriggio.

L'unica possibilità per permettergli di dormire le sue canoniche due ore è metterlo in macchina e farmi un giro per Vancouver in modo da farlo riposare, vedere qualcosa della città e prendere confidenza con l'auto e le strade cittadine. In pratica TRE piccioni con una fava

Sinceramente è stata un'idea meravigliosa: sono finito in centro (o almeno quello che probabilmente si può definire centro), ho visto i mega palazzi tutto vetro che si stagliano all'orizzonte delle foto tipiche di Vancouver, ho attraversato le enormi strade a 6 corsie piene di traffico che scorre regolare e disciplinato, ho visto i tipici canadesi della city: caffè in mano e cuffie nelle orecchie mentre si spostano tra gli uffici e bar e infine mi sono fatto un giro nello Stanley Park: un enorme polmone verde circondato dal mare, da girare rigorosamente in auto (per poi parcheggiarla e farsi una passeggiata nella natura), pieno di animali e di bellissimi punti dove soffermarsi per dare uno sguardo alla city da fuori.

Ho pure incontrato un paio di piccoli abitanti del parco che erano usciti a fare due passi per strada!!! Peccato che Tom dormiva della grossa.

Ormai sono le 19,00 quando, una volta recuperata la mamma, torniamo tutti e tre a casa di Vittoria che ci aspettava con dell'ottima pasta al sugo per cena!

 

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