The Canadian Adventure – Day Six: Il Mio Grosso Grasso Viaggio in Canada

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Six: Il Mio Grosso Grasso Viaggio in Canada

Oggi, per la mia volta da quando siamo partiti, finalmente non dobbiamo lasciare l'albergo in fretta e furia per andare a finire chissà dove dopo chilometri e chilometri di viaggio. Oggi rimaniamo a Kelowna. Evviva!!!

Certo la cittadina sarebbe molto carina da vivere in un qualsiasi giorno di primavera, con tutti i negozi aperti, gente che passeggia placida lungo lago, i giardini pieni di bimbi vocianti… Invece siamo in PIENO inverno, un venticello gelido spazza i giardini deserti, spesso i locali sono chiusi e in giro si vedono solo i nativi del luogo che incuranti del freddo se ne vanno in giro in pantaloncini corti!! (Questa cosa l'abbiamo notata anche in altri posti: i canadesi non si coprono nè per il freddo nè tantomeno per la pioggia!!! Capita spesso di vedere persone che sotto quella che per noi è pioggia scrosciante, se la prendono comoda passeggiando senza niente sulla testa!!!!)

Gente strana!!!

La mattina scorre relativamente tranquilla: mentre la mamma fa un primo concerto noi giochiamo come al solito in camera. La cosa utile dei nostri continui spostamenti è che mentre i giocattoli restano sempre gli stessi, i luoghi cambiano ogni volta e così è facile inventare nuove storie e nuovi percorsi per intrattenere il piccolo Tommy. 😁😁😁😁

La mamma torna poi all'ora di pranzo e su sua iniziativa andiamo a rifocillarci in un ristorante thai… Anche questo ristorante non si rivela esattamente come ce lo aspettavamo: riusciamo a riempirci lo stomaco ma certamente non facciamo un buon pranzo (e questo sarà il “leitmotiv” di tutto il tour).

Dopo pranzo ci riproviamo a fare un giro nel parco, a giocare un po' con i giochini dei bambini ma il vento gelido ci convince ben presto a rientrare.

Silvia ben presto riparte per il secondo concerto della giornata (che noi non vedremo per l'ennesima volta) e noi rimaniamo in albergo.

A questo punto inizia per me una nuova angoscia quotidiana che mi accompagnerà per tutto il tour: cosa faccio mangiare a Tommy stasera? Fossi solo mi potrei distruggere fegato e circolazione riempiendomi di tutte le porcherie che qui spacciano per cibo senza farmi troppi problemi, ma il mio cuore di padre mi impone un vaglio un pelo più accurato su ciò che faccio mangiare al pargolo.

Le scelte sono pochissime: spesso si trovano ristoranti sushi (improponibili al cucciolo di casa), thai, pub, e poco altro. Se hai la fortuna di imbatterti in un kids menù poi, puoi star certo che non troverai NULLA che non sia fritto e rifritto… Insomma trovare la cena è sempre (o quasi) un'angoscia.

Armato di iPad, tra un lancio e l'altro di macchinine, trovo a pochi isolati dal l'albergo un ristorantino che dal menù su internet sembrava accessibile, inoltre le recensioni lo davano per essere particolarmente kids friendly così decido che quello sarà il mio punto di arrivo per la serata. Per sicurezza comunque mi segno anche un altro punto di interesse nel caso la sfiga rendesse vano il primo…

Alle 19,30 vesto il pargolo, vesto me e scendiamo in strada. 2 minuti dopo ho in spalla la borsa del pargolo, la mia e Tom in braccio perché non aveva voglia di camminare…. Uff! Alle 19,35 inizio a sudare…

La morte nel cuore pero mi si manifesta quando dopo 10 minuti di camminata, carico come un somaro, la gentile signorina dell'accettazione mi comunica che non hanno posto, ci sarà da aspettare circa 20 minuti…. In venti minuti posso anche essere morto penso io, così mi ricarico tutto e mi dirigo verso il secondo ristorante segnato.

Piccolo problema, prima di partire non mi sono scaricato la piantina e non avendo pacchetto dati wireless, una volta uscito dalla mappa archiviata nella cache del telefono, mi trovo sperduto in vicoli sconosciuti con un pargolo in braccio che si diverte come un pazzo ma circondato da tipi poco raccomandabili.

Dopo cento metri decido che è il caso di tornare al ristorante della sera prima e ordinare nuovamente una pizza per Tommaso… Alla fine due giorni di pizza non lo uccideranno, no?😝😝😝😝

Arrivo praticamente trafelato, mi spoglio del giubbotto e mentre lo faccio ordino la pizza di Tom per cercare di farlo mangiare ad un'ora accettabile e finalmente mi posso rilassare. La cena, manco a dirlo va alla grande: Tommy è in gran spolvero e ritrovati i suoi punti di riferimento richiama a se anche il cameriere del giorno prima e dà spettacolo facendo ridere tutti, avventori compresi.

Finiamo di cenare e torniamo in albergo paciosi e tranquilli per prepararci alla nanna… ignari di quello che sotto sotto si stava preparando per noi l'indomani…

 

… to be continued

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: