The Canadian Adventure – Day Eight: La Lunga Notte (per non parlar del giorno)

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada


Day Eight: La Lunga Notte (per non parlar del giorno)

Facciamo appena in tempo ad addormentarci che cominciamo a sentire Tommaso che respira malissimo, starnutisce, tissisce, si agita per un po' finché non inizia a piangere sconsolato.

Unica solizione è prenderlo in braccio e cullarlo camminando per la stanza… per tutta la notte. Silvia dal canto suo è peggiorata tantissimo, ha tosse e raffreddore ed è stanchissima dal concerto, così, in pratica, ho due malati da accudire.

La notte passa lunghissima tra un tentativo di distendersi per riprendersi un po' e il cullare Tommaso cercando di calmarlo e lottando contro il sonno che comunque a momenti alterni mi assale.

Quello però che ci spaventa e preoccupa tantissimo è la respirazione affannosa di Tommaso. Non l'abbiamo ai visto respirare in questo modo: ansima, piange e respira con fatica estrema muovendo tutta la parte bassa del tronco anche se non sembra avere il naso chiuso o muco che gli impedisce di respirare. Non capiamo perchè faccia cosi e non abbiamo idea di come curarlo. Le medicine che ci siamo portati sono solo per controllare la febbre e per calmare la tosse, non abbiamo nulla di più… e soprattutto non abbiamo le conoscenze mediche per prendere decisioni più avanzate.

Dopo un tempo che mi è parso lunghissimo arriva finalmente la mattina. Neppure le chiamata intercontinentale al nostro pediatra ci tranquillizza: l'unico suggerimento è di andare al primo pronto soccorso disponibile.

Mentre Silvia va a parlare con l'organizzatrice del tour per i suoi problemi (che nella notte non sono certo migliorati) di salute che per il concerto della serata le impedirebbero comunque di cantare, a me viene in mente di chiamare il numero verde dell'assicurazione sanitaria che abbiamo stipulato prima della partenza. Non sono certo che mi possano aiutare, ma tentare non costa nulla, così ci provo.

Nessuna decisione è mai stata più corretta: il ragazzo al di là del telefono prende in mano la situazione e tranquillizzandomi su come procedere mi spiega che loro si attiveranno subito per trovare un medico o un ospedale dove rivolgermi dietro loro presentazione e che si occuperanno loro stessi di tutti gli aspetti economici e burocratici.

La cosa mi solleva tantissimo e cosi decidiamo, per quanto riguarda Tommaso, di seguire la strada indicataci dall'assicurazione, di lasciare Silvia a riposo per la serata (oggi era previsto uno spostamento in traghetto e successivo concerto sull'isola) nella speranza che possa rimettersi per l'indomani e di chiedere a Vittoria (la signora che ci ha ospitato qualche giorno fa a Vancouver) di ospitarci nuovamente per tenere Tommaso il piu possibile al caldo e al riparo.

Tutta la parte organizzativa va più o meno a posto nella mattinata prima di lasciare l'albergo: Candy capisce la situazione e si organizza per sostituire Silvia, Vittoria ci aspetta a braccia aperte e l'ospedale dove ci consigliano di andare è a pochissimi isolati dal nostro albergo. L'unico punto non propriamente ok è che la nostra assicurazione non riesce ad avere una risposta di “collaborativa” da nessun ospedale in loco. In pratica qui in Canada non accettano promesse di pagamento da una assicurazione, vogliono solo pagamento diretti. Alla mia richiesta esplicita su quanto può ammontare la parcella per una visita del genere la gentile signora dell'assicurazione butta una cifra simbolica di 300 euro. D'acchito mi sembrano tanti ma per la salute di mio figlio non ci sono dubbi, saltiamo in auto e andiamo all'ospedale.

Appena entrati all'accettazione sono gentilissimi, prendono tutti i dati, fanno una prima visita di controllo, chiedono qualche info e poi battono lo scontrino…

940,00 DOLLARI CANADESI!!!!!!!!!!!!!

Io un po' trasecolo ma cerco di non farmi troppo notare mentre firmo la ricevuta della carta di credito. Ovviamente l'assicurazione mi aveva già rassicurato sul fatto che tutto mi verrà rimborsato… Ma comunque è un gran nel spendere!!!

Incassata la somma ci mandano in sala di attesa.

Dopo al massimo una ventina di minuti ci fanno accomodare in un letto in attesa del dottore.Tommaso nel frattempo è un po' migliorato rispetto alla notte appena passata e mentre Silvia lo tiene in braccio io mi faccio una bella chiacchierata in lingua con una vecchina seduta vicino a noi. (Sono troppo un chiacchierone… Ma almeno ho allenato il mio inglese!!!😜😜😜😜)

 

 

E da questo punto in poi la qualità e l'efficenza della sanità canadese decadono irrimediabilmente… e come spesso succede tutto il mondo è paese. Abbiamo atteso forse più di 4 ore che qualcuno si degnasse di venirci a dire qualcosa. Alle nostre richieste ci hanno “quasi sempre gentilmente” spiegato che era un giorno festivo, che avevano poco personale, ci hanno elencato tutti i loro problemi (dei quali a me interessava praticamente zero), rassicurandoci sul fatto che stavano facendo il possibile… Quello che in tutto questo passava sempre in secondo piano è che i 940,00 dollari li han presi subito e quello erano SUBITO disponibili… I loro medici non lo erano altrettanto!!

Credo che nel nostro conteggio siamo 3 a 0 per l'Italia, no? 🙂

Quando finalmente è il nostro turno (dopo che han visitato un tizio di circa 21 anni con una storta alla caviglia, han prelevato il sangue ad una anziana, hanno massaggiato una che evidentemente aveva il mal di pancia) il dottore che ha visitato Tommaso è stato scrupolosissimo… Anche troppo forse visto che per scongiurare il rischio di polmonite gli ha pure fatto i raggi-x!

La cura della “bronchiolite” come l'ha chiamata lui è consistita in un aerosol con cortisone (qui lo chiamano “steroids”) e ventolin che nel giro di 15 minuti ci ha ridato un Tommaso più in forma di prima.

Sinceramente noi non siamo così abituati a cure da “una somministrazione e via” ma qui funziona così. Una somministrazione a lento rilascio risolverà tutti i nostri problemi nel giro di un paio di giorni.

L'effetto collaterale del quale nessuno ci ha fatto menzione è che questi “steroids” ci regalano un Tommaso furia della natura: inizia a ridere, scherzare, giocare, chiacchierare a macchinetta, praticamente un robotti l incontenibile e instancabile!

 

A quel punto, stanchi e bisognosi di un bel letto comodo ci siamo diretti verso l'accogliente casa di Vittoria, che proprio come una nonna italiana si è presa cura di noi rifocillandoci e offendoci ancora una volta i suoi letti comodissimi.

 

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Una Risposta

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