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Un, dos, tres… PAUSA

Proprio come nella salsa, anche per quanto riguarda il corso, dopo i primi tre battiti è fondamentale tenere la PAUSA.
 
"Perciò adesso iniziamo… e tutti fermi dopo il tre"
 
Un – Inizio il corso. Parto con due amici e vediamo come va. Le prime lezioni sono facili (conosco già i passi), ma è solo un corso per occupare una parte delle mie giornate. A volte è faticoso, altre è simpatico… ma niente di più.
Dos – Nascono i primi contatti, le prime simpatie a pelle, i primi numeri di cell vengono scambiati. Si ride, si prova a tenere il tempo, partono le prime cene e per un gioco scemo nasce il nucleo base dei Fuchi Fichi. Il corso comincia ad essere qualcosa di più che solo un modo per passare una sera a settimana.
Tres – Finiamo in mezzo ad una gara interregionale, partecipo al saggio della scuola, si balla, si balla tanto (sempre un po’ meglio) e si ride di più. Nottate di prove, giornate di gare, il gruppo iniziale si allarga, si espande, alla fine delle lezioni cominciano ad arrivare dolci fatti in casa, spumanti ed ogni occasione è buona per festeggiare. Un crescendo di allegria e divertimento fino ad arrivare all’ultima lezione del corso. Ieri è andata esattamente come avrebbe dovuto: un paio di prime ruede fatte "tanto per scaldarci" tra noi zoccolo duro dei Fuchi Fichi e poi tutto il corso assieme a ballare ruede una dietro l’altra. Una bella festa di fine anno.
 
PAUSA – … e come è giusto che sia, adesso è PAUSA.
 
E’ stato un anno divertente, allegro, faticoso, impegnativo, soddisfacente, strano, rivoluzionario.
I ragazzi non li perderò sicuramente di vista: continueremo a ballare insieme, continueremo a ridere e a festeggiare. Ma qui, oggi, voglio prendere l’occasione per raccoglierli tutti in un grande abbraccio, voglio ringraziarli per avermi accompagnato durante questo corso e per averlo reso così speciale.
 
Grazie ragazzi, grazie per il "bel tempo". A bocca aperta

Saggio 2008

Dopo mille ripensamenti, dopo aver ignorato i richiami della coscienza che mi ricordava che avrei dovuto passare il we in ufficio, dopo aver driblato con perizia e abilità impegni di vario genere… quest’anno (assurdamente costellato di gare e prove varie) ho finito anche per prendere parte al Saggio 2008 della TuttiFrutti Linguaccia
 
Come ogni volta che mi si accavallano gli impegni, anche questo saggio non mi vedeva partire in piena forma, anzi, il giorno prima ero anche piuttosto infastidito dall’impossibilità di portar avanti le altre cose che avevo in corso… Ma ormai ero iscritto, non potevo far altro che prepararmi e partire.

Ovviamente, come sempre mi accade quando si tratta di feste salseire, mai altra decisione fu più fausta Animoticon

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Appena arrivati (sostituito l’abbigliamento "regular" con la maglia ufficiale del saggio 2008 [vedi sopra]) l’atmosfera si è fatta immediatamente rilassata, allegra e divertente. Ci siamo riuniti con gli altri iscritti del nostro corso e a suon di brindisini e risate abbiamo spazzolato via la cena. La nostra esibizione non è venuta perfetta: abbiamo fatto un po’ di confusione (chi ha detto colpa del vino?) ma quel che conta è che ci siamo siamo fatti un sacco di ghignate. Lo spettacolo dei corsi avanzati è stato davvero bello (riusciremo mai a fare altrettanto?Perplesso) e da li in poi è stato tutto un ballo continuo tra ruede e salsa in coppia.

Alla fine eravamo tutti mezzi ciucchi, stanchi, sudati e sorridenti… che altro si può desiderare da un Saggio? Animoticon

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E’ per queste sensazioni che mi piace ballare la salsa, per questa allegria contagiosa, per queste serate di totale divertimento, per queste risate rigeneranti…

… sono davvero un toccasana A bocca aperta

TuttiFrutti - Saggio Principianti 009

E ora la smetto…

Dopo aver spellato "las bolas" ai miei lettori con tutta stà storia della gara di salsa è giusto usare questo ultimo post per dettagliare i risultati dell’evento.
 
… poi smetto promesso!!! Linguaccia
 
Allora, iniziate cliccando QUI dove potrete leggere il resoconto ufficiale della giornata di gara nella versione dell’organizzazione MOVIDALOCA.
Proseguendo è possibile vedere QUI con che tipo di punteggio siamo entrati in finale (in pratica eravamo davanti a quelli che poi hanno vinto la gara!!! SGRUNT!!!)
Cliccando QUI invece, si possono vedere i risultati della finale (??? ho qualche perplessità su come si leggono questi dati… c’è nessuno che mi aiuta???)
 
Il tutto, infine, è riassunto in QUESTA SCHERMATA.
 
Buona lettura Linguaccia
 
Aggiungo ancora un paio di links… QUI (dal 42/3 al 42/13) e QUI (dal 68/20 al 68/37) ci sono i provini del fotografo ufficiale della manifestazione… appena riesco ad entrarne in possesso metterò sul blog anche le foto fatte da noi (che sicuramente son venute meglio) Animoticon
Ps. noi siamo la rueda 146 vestiti di nero e bianco (gli uomini) e nero e giallo (le donne) A bocca aperta
 
… e con questo, direi che posso davvero smettere di stracciare gli zebedei con stà gara di salsa (aspetto i ringraziamenti per questa frase finale) Animoticon
 

Quarti

Ovvero COPPA MOVIDALOCA 2008 – Parte Due

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In effetti eravamo appena passati in finale… ma ancora nessuno ce lo aveva detto Linguaccia

La cosa importante era che noi eravamo soddisfatti di come era andata la nostra gara, a prescindere dal risultato vero e proprio. Avevamo ancora addosso tutta la grinta e l’adrenalina della gara, avevamo i nostri coach che ci abbracciavano e urlavano più di noi, c’era la gente del pubblico che si complimentava con noi quando passavamo e poi c’erano le nostre facce felici e sorridenti… e questo bastava.

In mezzo al caos una ragazza dello staff mi prende per un braccio e mi dice: "Mi raccomando guardami tra qualche minuto, vado a ritirare i giudizi e provo a vedere come vi è andata. Ti faccio un cenno dal palco". Ovviamente tutto questo me lo ricordai solo dopo che l’adrenalina e la carica avevano finito di frastornarmi il cervello Linguaccia

Ci provammo pure a scoprire in anticipo se eravamo passati ma la "mia complice" non riuscì a vedere i giudizi e così ci mettemmo l’anima in pace, fieri e appagati di aver eseguito una bella prova.

L’attesa ricominciò uguale a prima… e forse peggiore. I tornei successivi si susseguirono ininterrottamente dall’una di pomeriggio fino a tardissimo alla notte. Noi eravamo stravolti.

A poco servirono i balli fatti in sala prove. Certo, per qualche minuto ci aiutarono ad ingannare l’attesa, a farci fare qualche risata, ma le ore scorrevano comunque a rilento. La giornata particolarmente calda, inoltre,  non aiutava il nostro fisico a resistere alla stanchezza. Chiusi in un locale, con l’aria pesante, 700 persone all’interno, la musica che rimbombava nelle orecchie ininterrottamente dalle 9.30 di mattina avrebbe portato chiunque sull’orlo della disperazione.

Per quanto mi riguarda a metà pomeriggio cominciai ad accusare un bel cerchio alla testa che non mi lasciò fino alla fine della nottata. Questo fatto diede nuovamente il via alle mie più tipiche preoccupazioni: "Ecco lo sapevo, non ce la farò mai a ballare con questo mal di testa… E ora come faccio? A metà gara perderò sicuramente il tempo!" e via preoccupandomi… Perplesso

Finalmente arrivò il momento della Finale di Rueda… quasi non ci speravamo più. Eravamo davvero alla fine di ogni energia, stanchi per la lunghissima attesa, con poco cibo sbocconcellato di corsa (per non appesantirsi troppo in caso ci avessero chiamato di li a poco), insicuri sull’esito della prova precedente rimanemmo quasi folgorati quando sentimmo l’appello delle ruede che avrebbero dovuto disputare la finale a quatto… Si, era proprio il nostro 146 quello che avevano chiamato… Adesso ne eravamo certi… ERAVAMO IN FINALE!!!! A bocca aperta

Ancora una volta, l’ultima per questa sera, come d’incanto, tutti i dolori, gli acciacchi, la stanchezza scomparvero e ci ritrovammo nuovamente in mezzo alla pista. Come per l’eliminatoria precedente, tutti i miei pensieri e i dolori (compreso il mal di testa) sparirono nel preciso istante in cui il cantante chiamò le vuelte. Evidentemente quello era il momento in cui la mia mente lasciava spazio al puro istinto, al corpo.

La musica questa volta era più complessa, non impossibile ma più difficile. Il preascolto fu quasi del tutto inutile ma ormai eravamo li… e volevamo dimostrare il meglio di noi.

Il cantante gridava le figure, noi rispondevamo eseguendo in sincrono. Ancora una volta nessuna incertezza, dritti filati fino alla fine del brano. Forse peccammo un po’ nella pulizia e nella varietà delle figure (a posteriori posso dirlo)… ma noi in quel momento eravamo LA "rueda de casino" di questa manifestazione e casino abbiamo fatto. Questo era quanto. Animoticon

Ancora una volta, finito il brano, fummo l’unico gruppo a subire una "invasione di campo" dagli amici e dal pubblico astante. Ancora una volta, fu un’emozione impagabile che queste parole non potranno mai rendere appieno. Ancora una volta eravamo fieri di noi.

Come poi è finito davvero il torneo è importante solo fino ad un certo punto. Il fatto che ci siamo guadagnati solo il quarto posto in finale (su 13 ruede) è stato per un certo verso una delusione (inutile negarlo, ci avevamo creduto fino alla fine), a guardar bene però non abbiamo poi molto da recriminare. In fin dei conti la nostra preparazione alla gara è stata fatta in una sola settimana, gli insegnanti della scuola non sono mai venuti ad aiutarci o a suggerirci qualcosa, quello che abbiamo ottenuto è stato tutto merito nostro: merito di un gruppo di principianti aiutati da due ballerini amici di livello avanzato.

A prescindere dal risultato effettivo siamo davvero fieri di noi, nessuno escluso.

Sinceramente (passati i dolori e le fatiche innegabili di questa settimana appena trascorsa) sono davvero felice di aver preso parte a questa avventura, sono stupefatto di essere arrivato in finale (che è MOLTO più di quello che avremmo mai potuto sognare), sono fiero di come mi sono comportato, di come ho superato i miei timori e le mie paure e ovviamente, sono felicissimo di essere stato accompagnato in questa strana storia (molto diversa da quello che di norma mi aspetto da me stesso) da un vero gruppo di amici assolutamente fantastici.

SoleSole FUCHI FICHI ALE’!!!!! SoleSole

In finale

Ovvero COPPA MOVIDALOCA 2008 – Parte Uno

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Adrenalina a mille, concentrazione totale, pronto, reattivo, tutti i sensi in piena efficenza, solo io e il gruppo, solo io e il cantante. Queste sono le sensazioni che mi hanno invaso domenica scorsa appena superato la soglia della pista da ballo.
Un’ondata di così tante emozioni che difficilmente riesco a ritcordarne di simili in tutto il resto dei miei anni.

Ma facciamo un passo indietro.

Domenica 20/04/08 si è svolta la Seconda Coppa Movidaloca ed io, con i miei amici (I Fuchi Fichi) ci siamo presentati come squadra per le gare di Rueda. Ovviamente io ero in panico (almeno) dalla sera precedente. :Linguaccia  Da buon ansioso quale sono, mi preoccupavo per circa un MILIARDO di inutili cose. Che effetto mi avrebbe fatto presentarmi in mezzo ad una pista con gli occhi di centinaia di persone puntati su di me? Sarei stato in grado di estraniarmi dal contesto? Sarei stato capace di mantenere l’attenzione costante ai comandi del cantante? … E se mi fossi dimenticato come si fa il "saluto al guapo doble"… E se mi fosse scappata la pipì? (ghghghgh Animoticon)

Insomma… la notte precedente fu davvero complicata da superare, fortunatamente la mattina arrivò velocemente e alle 9.30, come da programma, i Fuchi Fichi si radunarono al completo nel parcheggio del Crocodile e dopo qualche piccolo inconveniente all’entrata e al ritiro dei numeri di gara, finalmente facemmo il nostro ingresso nel locale.

L’aria era già molto calda (nel senso che proprio si sudava!!) e la folla era decisamente tanta, così per prima cosa ci preoccupammo di trovarci un bel tavolo attorno al quale sederci (sportivi fino in fondo vero??? Sorpresa).

La noia si fece velocemente strada nei nostri cuoricini sovreccitati quando apprendemmo che il nostro turno sarebbe arrivato come minimo dopo la pausa pranzo, visto che prima di noi si sarebbero esibiti i bambini, le coppie, i senior, i supersenior, i Los Angeles, i Latin Dance, il cane, il gatto e chiunque passasse di li anche per caso.

Ormai eravamo li per gareggiare e li dovevamo restare. Così, tra chi mangiava, chi girellava, chi dormiva, ognuno di noi trovò il proprio modo per far passare queste lunghe ore di attesa (posticipando anche le prove che ci eravamo ripromessi di fare per scaldarci un po’).
 
D’un tratto fummo destati dalla noia soporifera che ci aveva invaso da una voce al microfono che annunciava il cambio di scaletta: solo dopo pochi minuti dall’annuncio avrebbero gareggiato le Ruede!!!
Fu un colpo sentire chiamare il nostro numero. Dei dieci Fuchi Fichi se ne trovavano meno della metà. Nessuno sapeva dove erano gli altri, non avevamo provato, non ci eravamo scaldati, non eravamo pronti psicologicamente. Chi fuggiva al bagno, chi non si era neanche cambiata, chi cominciava a intonare cori di sfida, insomma il caos imperversava nei nostri ranghi.

Per conto mio dal lieve torpore in cui ero sceso per la lunga attesa, mi ritrovai d’un colpo carico a mille. Non avrei mai pensato di avere una botta di adrenalina del genere. Ero lucidissimo. Mi "cagavo sotto" ma ero davvero al top. Ed in men che non si dica… eravamo in formazione in mezzo al palco. Evitai assolutamente di dare uno sguardo all’esterno del nostro cerchio, mi sforzai di non cedere alla tentazione di guardare il locale dalla nuova postazione evitando così il rischio di venir preso dallo sconforto. Mi concentrai solo su di noi e sulla musica di preascolto.

Musica facile. Non una delle nostre preferite ma decisamente interpretabile… ce la potevamo (potevo) fare.

Il giudice gridò "Gara!!!" e la musica partì. Guardai il nostro cantante che iniziò a contare bene e sul tempo giusto, mentre io sussurravo con lui: "Cinque, Sei, Sette, …, UNO!" e i piedi di tutti noi si mossero all’unisono.

Dopo la prima vuelta e il primo grido di noi uomini il cervello mi si svuotò completamente. Sentivo solo la musica e i comandi del cantante. Una sensazione fantastica. Il corpo reagiva perfettamente senza che io intervenissi in modo coscente. Ad ogni comando rispondevo in scioltezza e gli altri con me. Mi resi conto solo dopo che mentre tutto scorreva correttamente a tempo, nel volto di tutti noi succedeva quello che durante le prove ci riusciva davvero difficile: stavamo sorridendo. Eravamo tutti li, coesi e compatti, concentrati e attenti ma nonostante tutto ridevamo, ci stavamo davvero divertendo. Non c’era più l’ombra della tensione di prima: eravamo li per far festa e per divertirci e… CAVOLI SE LO STAVAMO FACENDO!!!!!! A bocca aperta

La canzone finì ma io avrei continuato per altri 10/20 minuti se i nostri amici (e qualche maestro) da bordo campo non ci fossero piombati addosso abbracciandoci e gridando con noi.

I Fuchi Fichi erano stati davvero bravi. La nostra era stata davvero una Rueda de Casino e avevamo fatto letteralmente scomparire gli altri con la nostra carica, la nostra allegria e le nostre urla.

I Fuchi Fichi erano appena passati in FINALE.

(… to be continued…)