The Canadian Adventure – Day Four: Prova del Fuoco

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Four: Prova del Fuoco

E così per la prima volta da quando siamo in terra canadese partiamo per raggiungere un luogo del concerto.

Impacchettiamo tutte le nostre cosette, infiliamo tutto in valigia e via in macchina verso il primo concerto di Silvia.

Prima di lasciare Vancouver, visto che il giorno prima solo io mi ero goduto la vista del parco, facciamo una piccola deviazione verso lo Stanley Park dove Tommy rimane letteralmente affascinato dalla vista di un gruppo di totem

A dar retta a lui saremmo ancora li a guardarli…

Le immagini, i colori e l'atmosfera nel parco sono magici!

Peccato che, come sempre, il nostro tempo è limitato e dobbiamo ripartire velocemente. Avrei voluto vedere lo Stanley Park d'estate con un po' più di tempo a disposizione in modo da poterne apprezzare le lunghe passeggiate e i bei punti di sosta ma la nostra tabella di marcia è inflessibile così ripartiamo veloci verso Abbotsford.

Il percorso fortunatamente non è lungo, la freeway scorre placida e anche se il traffico è abbastanza intenso percorrere queste strade a 6 corsie è decisamente rilassante.

In un'ora e mezzo siamo a destino e dopo aver sbrigato le incombenze di base (tipo fare il check-in, portare su le valigie, lasciare le cose inutili in camera) ci dirigiamo verso il ristorante davanti all'albergo per pranzare (non c'era tempo di mettersi a scegliere e selezionare quale tipo di cucina preferivamo, quello c'era e lì siamo andati ).

Subito dopo pranzo inizia la mia personalissima Prova del Fuoco: dopo aver superato brillantemente la prova “AutoColCambioAutomatico“, dopo essere passato indenne attraverso la prova “GuidaInAutostradaInUnPaeseStraniero” mi aspettava la prova più dura di tutte: “LaMammaMiLasciaIlPargoloPerTuttaLaSeraEVaFareIlConcerto“.

Una volta capito che Silvia sarebbe andata senza di lui, Tom si agita immediatamente, si lamenta e non vuole lasciarla andare. La fortuna è che altrettanto velocemente capisce la situazione e si calma consentendomi di farlo finire di pranzare.

Una volta saldato il conto (+ il 15% di mancia.. che abitudini stressanti che hanno qui), arriva l'ora del sonnellino pomeridiano. Saliamo in albergo e in pochi istanti Tommy crolla addormentato, lasciandomi così le prime 2 ore di relax completo da quando sono partito.

L'iPad, mio amico, mi conforta con la sterminata collezione di fumetti digitalizzati che mi son caricato lì sopra 🙂

Quando il pargolo si risveglia, facciamo merenda, giochiamo un po' e poi usciamo alla ricerca di un supermercato dove fare un po' di spesa.

È stato piacevolissimo girellare in auto in compagnia di Tom: abbiamo chiacchierato, commentato le cose che si vedevano dal finestrino e, una volta arrivati al market abbiamo fatto la spesa assieme, scegliendo le cose da comprare (ovviamente mi son fatto turlupinare dal pargolo che è riuscito a farsi comprare un sacchetto di caramelline che adora) e chiacchierando del più e del meno.

Alle 19,30 poi siamo tornati al ristorante dove avevamo pranzato (anche per una questione logistica) e il pargolo si è scofanato una porzione di “pesce FLITTO” come lo pronuncia lui che gli ha consentito di li a poco di farsi un bel sonno fino alla mattina successiva.

Altra abitudine particolare che noto per la prima volta questa sera è che gli esercizi commerciali (ristoranti compresi) alle 22,00 chiudono i battenti e alle 21,00 (ora in cui io è Tommaso stavamo completando la cena) i clienti erano praticamente già tutti usciti… Praticamente io è mio figlio abbiamo fatto “chiusura del locale”

 

Una volta addormentato Tommaso, finalmente mi rilasso davvero, la prova è ampiamente superata. Io ma la son cavata egregiamente e Tom è un bimbo bravissimo e collaborativo. Siamo una squadra vincente assieme.

Infine, Silvia rientra verso le 23,30 e finalmente possiamo prenderci un the assieme e fare due chiacchiere prima di correre a letto per prepararci per nuova partenza di domani.

Il tour è iniziato!

 

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The Canadian Adventure – Day Three: Little Italy

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Three: Little Italy

Anche questa notte finisce un po' troppo presto: Tommy si sveglia quando ancora l'alba è di là da venire e insiste per giocare, saltare, ridere, tutto pieno di energia, mentre noi tipo zombies cerchiamo di tenerlo a letto.

Quando ormai non capiamo che non c'è modo per dormire ancora, scendiamo in cucina dove Vittoria (la nostra ospite) ci fa trovare una ottima colazione: caffè italiano, biscotti, pane caldo e marmellate… Fantastico!

La giornata poi prosegue al Centro Culturale Italiano, luogo attorno al quale la comunità italiana si raccoglie con un sacco di iniziative per mantenere la nostra cultura viva anche in “terra straniera”.

Silvia inizia presto le prove e io, girellando per il centro con Tommy, mi ritrovo in pochi istanti in una classe di italiano per bambini canadesi di circa due tre anni. L'ambiente è carinissimo, la maestra genovese dolce e sorridente interagisce con i piccoli in italiano con canzoni, balie e giochi e anche Tommy si butta volentieri nella mischia lasciandomi tranquillamente nelle retrovie. Condivide i giochi e partecipa attivamente alle attività suggerite dalla maestra. In pratica per tutta la mattina ho avuto una baby sitter gratis 🙂

Il pranzo è con un panino (c'era anche un ristorante li dietro ma Tom sembrava gradire molto di più il suo primo pasto con affettato, formaggi e insalata) e con le verdurine che avevamo comprato il giorno prima e dopo aver passato una mezz'oretta con la mamma ci accingiamo a fare il riposino del pomeriggio.

L'unica possibilità per permettergli di dormire le sue canoniche due ore è metterlo in macchina e farmi un giro per Vancouver in modo da farlo riposare, vedere qualcosa della città e prendere confidenza con l'auto e le strade cittadine. In pratica TRE piccioni con una fava

Sinceramente è stata un'idea meravigliosa: sono finito in centro (o almeno quello che probabilmente si può definire centro), ho visto i mega palazzi tutto vetro che si stagliano all'orizzonte delle foto tipiche di Vancouver, ho attraversato le enormi strade a 6 corsie piene di traffico che scorre regolare e disciplinato, ho visto i tipici canadesi della city: caffè in mano e cuffie nelle orecchie mentre si spostano tra gli uffici e bar e infine mi sono fatto un giro nello Stanley Park: un enorme polmone verde circondato dal mare, da girare rigorosamente in auto (per poi parcheggiarla e farsi una passeggiata nella natura), pieno di animali e di bellissimi punti dove soffermarsi per dare uno sguardo alla city da fuori.

Ho pure incontrato un paio di piccoli abitanti del parco che erano usciti a fare due passi per strada!!! Peccato che Tom dormiva della grossa.

Ormai sono le 19,00 quando, una volta recuperata la mamma, torniamo tutti e tre a casa di Vittoria che ci aspettava con dell'ottima pasta al sugo per cena!

 

The Canadian Adventure – Day Two: Prendiamo le misure

The Canadian Adventure
ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Two: La Prendiamo le misure

Stavo dormendo della grossa per tentare di recuperare le oltre 24 ore di seguito in piedi, quando nel bel mezzo della notte (canadese) Tommy si sveglia completamente e, regolare come un orologio, comincia a reclamare di voler giocare, di voler far colazione, di non voler spegnere la luce esattamente come se fosse in Italia.

Io è Silvia rimaniamo senza fiato: il sonno ci ottenebra la mente, la stanchezza ci impedisce di reagire, ma Tommaso è poi forte di noi è ci costringe a cercare di intrattenerlo alla meno peggio…
Onestamente non ricordo come abbiamo fatto ma in qualche modo abbiamo un po' tergiversato e siamo arrivati almeno all'alba senza DOVER USCIRE di stanza.

Il progetto per la giornata comprendeva, ritiro dell'auto, pranzo libero, acquisto di sim card canadese per il telefono, spesa minima di sopravvivenza e trasferimento a casa della signora che ci avrebbe ospitato… E nessuno di questi punti mi sembrava particolarmente facile e/o privo di stress

Con la navetta gratuita ritorniamo verso l'aereoporto dove era fissato il ritiro dell'auto e carico come un somaro da soma raggiungiamo la filiale della National.
Dopo il saluto iniziale alla tipa che ci deve rilasciare l'auto già la odio profondamente.

La tipica impiegata zitella acidotta con l'unico scopo di peccato un po' per venderti qualcosa in più… Totalmente da ODIARE! Ci prova prima indicando i nostri bagagli e tentando di venderci un'auto più grande per star più comodi, poi ci riprova facendo i complimenti al piccolo e “ricordandomi” dell'importanza della sicurezza che una auto più grande potrebbe darmi, poi ci prova col rischio neve: “Sa, una ,acchita più grande è molto più stabile sulla neve”.
Visto che non riusciva a vendermi il modello superiore ci prova con le assicurazioni: “questa la copre per qualsiasi evenienza, ci chiama e siamo subito da lei”, “l'associazione sanitaria l'avete? Si? Ma questa integrazione è perfetta per voi”… Insomma per una roba da 4 minuti ci abbiamo perso mezz'ora buona… Ma il dramma doveva ancora arrivare…

QUESTO!!!'

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GIURO, AVEVO STUDIATO!
Sapevo tutto del cambio automatico, mi ero informato… Peccato che una volta seduto sul sedile di guida, neppure fossi ad un esame, mi accorgo che non ho idea di cosa vogliano dire le lettere luminose li sopra…è soprattutto… Non so come far partire la macchina senza fare un casino davanti ai noleggiatori!!!

Dopo un attimo di panico, recupero il mio sangue freddo, ingrano la “D” e ad una velocità di circa 10 metri all'ora esco finalmente dal garage immettendomi in una regolare strada a 6 corsie!!!

Vi risparmio il racconto delle volte in cui ho ingranato la folle tentando di mettere la seconda, di quelle in cui ho premuto il freno cercando la frizione e di quelle in cui la Silvia non riusciva ad uscire dall'auto perché ancora non avevo messo su parking… Insomma alla fine della giornata un po' di confidenza con l'auto l'avevo presa la la strada del “controllo assoluto era di la da venire” 😥😥

Dopo aver finalmente raggiunto un Best Buy dove sono riuscito ad acquistare una SIM canadese(*) ci siamo diretti a casa della signora che ci avrebbe ospitato.

La signora Vittoria è più italiana di noi: parla correntemente in dialetto italiano inframezzandolo con espressioni inglesi, mentre parla malissimo l'inglese. Ha le sue regole, i suoi orari ma è molto disponibile, gentile e dolce con Tommy.

Quando alla fine della intensa giornata arriviamo a casa sua ci accoglie con una ottima minestra, del formaggio e degli affettati… e un comodissimo letto dove sprofondare in un sonno speriamo ristoratore…

 

 

(*) Nota a Margine: in Canada esiste sempre e solo un tipo di SIM prepagata per gestore con al MASSIMO un monte dati di 500 MB!!! Trovo che sia una roba scandalosa! In Italia (spendendo tra l'altro molto meno) ti tirano dietro prepagate con 3 GB!!!

2 a zero per l'Italia!!!!!!

 

The Canadian Adventure – Day One: La Partenza

The Canadian Adventure
ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day One: La Partenza

Sveglia alle 5:00, partenza in perfetto orario alle 6:00 accompagnati dal Tamarok guidato dal “nonno Luciano” e alle 8:00 siamo in aereoporto a Bologna.

I voli (Bologna-Innsbruck e Innsbruck-Vancouver) scorrono regolari e precisi e Tommy in tutto questo sbattimento si dimostra ancora una volta il bravissimo bambino che è: collabora, gioca tranquillo e si diverte pure. In aereo addirittura mangia tutti i pasti serviti, dorme tre ore e dialoga con le hostess (scegliendo rigorosamente solo le più carine)

Quando sbarchiamo siamo tutti un po' stanchi ed ad accoglierci c'é George (l'organizzatore del tour) che, gentile e simpatico si offre di accompagnarci in hotel, si offre di accompagnarmi a comprare un seggiolino auto per Tommy, si offre di accompagnarci praticamente OVUNQUE…. E io che volevo soltanto dormire un po'

Decido di lasciare moglie figlio in albergo (dove immediatamente la mia carta di credito decide di fare i capricci, così tanto per confermare le preoccupazioni pre-partenza) a riposare e di imbarcarmi in macchina con 'sto tizio sconosciuto che mi scarrozza per questa città non meno sconosciuta alla ricerca di un seggiolino auto… ovviamente il tutto condito da dialoghi in inglese corrente

In quel momento avrei solo voluto scomparire: ero stanchissimo, volevo solo sfasciarmi su di un morbido letto… e invece imbastivo dialoghi sui massimi sistemi usando la lingua di Albione… Tutte a me le fortune eh?

A Vancouver l'orologio segnava il primo pomeriggio ma per me era sera inoltrata con l'aggiunta della stanchezza del viaggio… ma in effetti questa era l'unica soluzione soluzione praticabile, mi serviva troppo un aiuto per trovare un posto dove acquistare un seggiolino auto!!

Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, finalmente troviamo un negozio dove, per la modica cifra di una settantina di euro, trovo in comodo seggiolino per il nostro cucciolo e faccio conoscenza con la comodissima abitudine locale di esporre i prezzi senza le tasse che vengono aggiunte solo al momento del saldo…
Un modo comodissimo per non sapere mai quanto andrai davvero a spendere!!!
Uno a zero per l'Italia!!!

Compiuta questa fondamentale missione il precisissimo George mi riaccompagna in albergo dove trovo serrande abbassate, buio completo e i miei due cuccioli abbracciati e sprofondati in uno dei due enormi letti disponibili…

Finalmente anche io posso riposarmi un po' sul letto… a far finta che metà pomeriggio sia notte fonda…

Dormo giusto un po'… finché….

… to be continued

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Ci sono un milione di motivi per cui NON pubblicherei questo post ma…

… ma davvero oggi non riesco a non farlo…

“Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore.”

“Stay hungry, stay foolish!”

Queste parole mi toccano profondamente e vorrei davvero essere capace di seguirle nella vita di tutti i giorni…

Grazie Steve e Buon Viaggio…