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The Canadian Adventure – Day Nine: Steroids

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada


Day Nine: Steroids

Stamani ce la prendiamo comodissima: ci alziamo con calma, facciamo colazione e curiamo gli ammalati… O almeno quello che ne resta 🙂

Tommy è evidentemente ancora sotto l'effetto degli “steroids” e saltella e scorrazza al grido di “Voglio giocaaaaaaareeeee!”, la mamma è in netto miglioramento e si organizza per tentare il rientro per il giorno dopo e io cerco di badare ad entrambi 😜

Vittoria ci saluta nella tarda mattinata ed esce per i suoi impegni ma fortunatamente ci lascia cucinato dell'ottimo pollo arrosto con delle altrettanto ottime patate e così, dopo pranzo e dopo il riposino di Tommaso, riprendiamo armi e bagagli per raggiungere gli altri del gruppo al Barkley Hotel in Vancouver Downtown.

 

 

Dopo una breve passeggiata per le strade di Vancouver che ho trovato decisamente poco a misura d'uomo, tutto il gruppo si raduna al ristorante greco vicino all'hotel per la cena offerta dall'organizzatore del tour.

 

La cena si svolge meravigliosamente, Tommaso prende confidenza con tutti gli altri e impara i nomi… cominciando a chiamarli ripetutamente… anche TROPPO!!

Finita la cena rientriamo in albergo (per inciso probabilmente il peggiore che incontreremo in tutto il mese) e ci prepariamo per la notte… trascurando il fatto che i famosi “steroids” sono ancora al controllo di Tommino che mi costringe a fare da ponte umano tra i due letti in camera, mi frega le ciabatte, le mette, me le nasconde finché non riusciamo (a forza di fiabe e librini) a farlo addormentare.

Tommy è evidentemente guarito!!! 😜😜😜😜

 

The Canadian Adventure – Day Eight: La Lunga Notte (per non parlar del giorno)

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada


Day Eight: La Lunga Notte (per non parlar del giorno)

Facciamo appena in tempo ad addormentarci che cominciamo a sentire Tommaso che respira malissimo, starnutisce, tissisce, si agita per un po' finché non inizia a piangere sconsolato.

Unica solizione è prenderlo in braccio e cullarlo camminando per la stanza… per tutta la notte. Silvia dal canto suo è peggiorata tantissimo, ha tosse e raffreddore ed è stanchissima dal concerto, così, in pratica, ho due malati da accudire.

La notte passa lunghissima tra un tentativo di distendersi per riprendersi un po' e il cullare Tommaso cercando di calmarlo e lottando contro il sonno che comunque a momenti alterni mi assale.

Quello però che ci spaventa e preoccupa tantissimo è la respirazione affannosa di Tommaso. Non l'abbiamo ai visto respirare in questo modo: ansima, piange e respira con fatica estrema muovendo tutta la parte bassa del tronco anche se non sembra avere il naso chiuso o muco che gli impedisce di respirare. Non capiamo perchè faccia cosi e non abbiamo idea di come curarlo. Le medicine che ci siamo portati sono solo per controllare la febbre e per calmare la tosse, non abbiamo nulla di più… e soprattutto non abbiamo le conoscenze mediche per prendere decisioni più avanzate.

Dopo un tempo che mi è parso lunghissimo arriva finalmente la mattina. Neppure le chiamata intercontinentale al nostro pediatra ci tranquillizza: l'unico suggerimento è di andare al primo pronto soccorso disponibile.

Mentre Silvia va a parlare con l'organizzatrice del tour per i suoi problemi (che nella notte non sono certo migliorati) di salute che per il concerto della serata le impedirebbero comunque di cantare, a me viene in mente di chiamare il numero verde dell'assicurazione sanitaria che abbiamo stipulato prima della partenza. Non sono certo che mi possano aiutare, ma tentare non costa nulla, così ci provo.

Nessuna decisione è mai stata più corretta: il ragazzo al di là del telefono prende in mano la situazione e tranquillizzandomi su come procedere mi spiega che loro si attiveranno subito per trovare un medico o un ospedale dove rivolgermi dietro loro presentazione e che si occuperanno loro stessi di tutti gli aspetti economici e burocratici.

La cosa mi solleva tantissimo e cosi decidiamo, per quanto riguarda Tommaso, di seguire la strada indicataci dall'assicurazione, di lasciare Silvia a riposo per la serata (oggi era previsto uno spostamento in traghetto e successivo concerto sull'isola) nella speranza che possa rimettersi per l'indomani e di chiedere a Vittoria (la signora che ci ha ospitato qualche giorno fa a Vancouver) di ospitarci nuovamente per tenere Tommaso il piu possibile al caldo e al riparo.

Tutta la parte organizzativa va più o meno a posto nella mattinata prima di lasciare l'albergo: Candy capisce la situazione e si organizza per sostituire Silvia, Vittoria ci aspetta a braccia aperte e l'ospedale dove ci consigliano di andare è a pochissimi isolati dal nostro albergo. L'unico punto non propriamente ok è che la nostra assicurazione non riesce ad avere una risposta di “collaborativa” da nessun ospedale in loco. In pratica qui in Canada non accettano promesse di pagamento da una assicurazione, vogliono solo pagamento diretti. Alla mia richiesta esplicita su quanto può ammontare la parcella per una visita del genere la gentile signora dell'assicurazione butta una cifra simbolica di 300 euro. D'acchito mi sembrano tanti ma per la salute di mio figlio non ci sono dubbi, saltiamo in auto e andiamo all'ospedale.

Appena entrati all'accettazione sono gentilissimi, prendono tutti i dati, fanno una prima visita di controllo, chiedono qualche info e poi battono lo scontrino…

940,00 DOLLARI CANADESI!!!!!!!!!!!!!

Io un po' trasecolo ma cerco di non farmi troppo notare mentre firmo la ricevuta della carta di credito. Ovviamente l'assicurazione mi aveva già rassicurato sul fatto che tutto mi verrà rimborsato… Ma comunque è un gran nel spendere!!!

Incassata la somma ci mandano in sala di attesa.

Dopo al massimo una ventina di minuti ci fanno accomodare in un letto in attesa del dottore.Tommaso nel frattempo è un po' migliorato rispetto alla notte appena passata e mentre Silvia lo tiene in braccio io mi faccio una bella chiacchierata in lingua con una vecchina seduta vicino a noi. (Sono troppo un chiacchierone… Ma almeno ho allenato il mio inglese!!!😜😜😜😜)

 

 

E da questo punto in poi la qualità e l'efficenza della sanità canadese decadono irrimediabilmente… e come spesso succede tutto il mondo è paese. Abbiamo atteso forse più di 4 ore che qualcuno si degnasse di venirci a dire qualcosa. Alle nostre richieste ci hanno “quasi sempre gentilmente” spiegato che era un giorno festivo, che avevano poco personale, ci hanno elencato tutti i loro problemi (dei quali a me interessava praticamente zero), rassicurandoci sul fatto che stavano facendo il possibile… Quello che in tutto questo passava sempre in secondo piano è che i 940,00 dollari li han presi subito e quello erano SUBITO disponibili… I loro medici non lo erano altrettanto!!

Credo che nel nostro conteggio siamo 3 a 0 per l'Italia, no? 🙂

Quando finalmente è il nostro turno (dopo che han visitato un tizio di circa 21 anni con una storta alla caviglia, han prelevato il sangue ad una anziana, hanno massaggiato una che evidentemente aveva il mal di pancia) il dottore che ha visitato Tommaso è stato scrupolosissimo… Anche troppo forse visto che per scongiurare il rischio di polmonite gli ha pure fatto i raggi-x!

La cura della “bronchiolite” come l'ha chiamata lui è consistita in un aerosol con cortisone (qui lo chiamano “steroids”) e ventolin che nel giro di 15 minuti ci ha ridato un Tommaso più in forma di prima.

Sinceramente noi non siamo così abituati a cure da “una somministrazione e via” ma qui funziona così. Una somministrazione a lento rilascio risolverà tutti i nostri problemi nel giro di un paio di giorni.

L'effetto collaterale del quale nessuno ci ha fatto menzione è che questi “steroids” ci regalano un Tommaso furia della natura: inizia a ridere, scherzare, giocare, chiacchierare a macchinetta, praticamente un robotti l incontenibile e instancabile!

 

A quel punto, stanchi e bisognosi di un bel letto comodo ci siamo diretti verso l'accogliente casa di Vittoria, che proprio come una nonna italiana si è presa cura di noi rifocillandoci e offendoci ancora una volta i suoi letti comodissimi.

 

The Canadian Adventure – Day Seven: The Show Must Go On

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada


Day Seven: The Show Must Go On

Stamani Tom si sveglia pieno di moccio, quasi non parla da quanto è tappato e così iniziamo immediatamente il rito “aspiramoccio/lavaggio nasale/aspiramoccio” nel tentativo di limitare i danni e far si che la malattia non si aggravi…

Ovviamente misuriamo la febbre per sicurezza e… altrettanto ovviamente è alterata, non altissima ma comunque alterata. Per completare il quadro, poco prima di partire, Tommy inizia a lamentarsi e a far bizze fino a vomitare il latte della colazione.

Silvia ed io sudiamo freddo: io mi preoccupo per l'aumento esponenziale del livello di difficoltà richiestomi nella cura di un figlio malato durante un tour, Silvia si preoccupa per il rischio di propagazione del l'influenza in tutti i membri della famiglia (cosa che di solito è praticamente automatica), entrambi ci preoccupiamo per la salute di Tommaso essendo costretti comunque a proseguire il tour… Insomma la situazione non si fa per niente rosea.

Ovviamente i tempi del tour non conoscono soste e/o intoppi così vestiamo al meglio il pargolo e saltiamo in auto alla volta di Langley a 360 km. da noi.

 

Il viaggio scorre veloce, della neve incontrata all'andata non ce n'è neppure l'ombra e Tommaso dorme per quasi tutto il viaggio senza lamentarsi.

Arriviamo ad Hope, unico posto dove trovare un pranzo decente in questa traversata delle montagne e ci fermiamo in un locale subito fuori dall'autostrada che dai cartelli annuncia “Home Quality Food”.

Il posto è tipicissimo… Sembra di entrare in una puntata di X-Files quando Mulder e Scully si fermano durante un viaggio in un locale lungo la strada per mangiare qualcosa. Anche il meteo ci si mette per creare l'atmosfera giusta e inizia a scrosciare pioggia come se non avesse mai piovuto prima… Se non avessi Tommaso che stà male, mi divertirei un sacco a notare le somiglianze con il telefilm.

Tommy nel frattempo non stà migliorando affatto, urla e strepita e vuole stare solo in braccio ed essere cullato. Non riusciamo a fargli mangiare nulla e anche noi mangiamo alternativamente senza gustarci nulla per la preoccupazione.

Rientrati in auto Tom fortunatamente si riaddormenta e noi riusciamo ad arrivare all'Hotel Casinò Cascades di Langley senza problemi.

Una volta in stanza controlliamo la temperatura a Tommaso e ci tranquillizziamo almeno un po' notando che non è salita e che lui una volta risvegliato sembra star meglio… Ma è solo un attimo. Non fa merenda e si capisce subito che non sta bene.

Intanto arriva per Silvia l'ora di partire per il concerto, ovviamente non vorrebbe andare, vorrebbe rimanere con noi a prendersi cura del piccolo ma d'altra parte questo è lavoro e io me la so cavare benissimo anche in queste occasioni (malcelando un discreta preoccupazione).

Decido che è necessario tenere a riposo il più possibile Tommaso e che per cena utilizzerò il “fantastico” servizio in camera dell'albergo. Fighissimo certo, se non consideriamo il fatto che avrei dovuto ordinare la cena al telefono ovviamente in inglese…

Ancora una volta le mie risorse sono maggiori di quanto realmente mi renda conto: ho ordinato tranquillamente, ho compreso tutto e tutto si è svolto nella maniera più fluida e tranquilla che potessi immaginare! (Tranne il fatto che ancora una volta il cibo non è buono per niente😵😵😵😵)

1 a 0 per me!!

In qualche modo comunque riesco a far mangiare qualcosina a Tommaso e che poco dopo crolla addormentato, finalmente un po' più libero dal muco. La febbre intanto non c'è più… Iniziò così a sperare che la crisi di influenza sia passata e mi rilasso fino all'arrivo di Silvia.

… ma la notte è ancora MOLTO lunga…

… to be continued…

 

The Canadian Adventure – Day Six: Il Mio Grosso Grasso Viaggio in Canada

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ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada

Day Six: Il Mio Grosso Grasso Viaggio in Canada

Oggi, per la mia volta da quando siamo partiti, finalmente non dobbiamo lasciare l'albergo in fretta e furia per andare a finire chissà dove dopo chilometri e chilometri di viaggio. Oggi rimaniamo a Kelowna. Evviva!!!

Certo la cittadina sarebbe molto carina da vivere in un qualsiasi giorno di primavera, con tutti i negozi aperti, gente che passeggia placida lungo lago, i giardini pieni di bimbi vocianti… Invece siamo in PIENO inverno, un venticello gelido spazza i giardini deserti, spesso i locali sono chiusi e in giro si vedono solo i nativi del luogo che incuranti del freddo se ne vanno in giro in pantaloncini corti!! (Questa cosa l'abbiamo notata anche in altri posti: i canadesi non si coprono nè per il freddo nè tantomeno per la pioggia!!! Capita spesso di vedere persone che sotto quella che per noi è pioggia scrosciante, se la prendono comoda passeggiando senza niente sulla testa!!!!)

Gente strana!!!

La mattina scorre relativamente tranquilla: mentre la mamma fa un primo concerto noi giochiamo come al solito in camera. La cosa utile dei nostri continui spostamenti è che mentre i giocattoli restano sempre gli stessi, i luoghi cambiano ogni volta e così è facile inventare nuove storie e nuovi percorsi per intrattenere il piccolo Tommy. 😁😁😁😁

La mamma torna poi all'ora di pranzo e su sua iniziativa andiamo a rifocillarci in un ristorante thai… Anche questo ristorante non si rivela esattamente come ce lo aspettavamo: riusciamo a riempirci lo stomaco ma certamente non facciamo un buon pranzo (e questo sarà il “leitmotiv” di tutto il tour).

Dopo pranzo ci riproviamo a fare un giro nel parco, a giocare un po' con i giochini dei bambini ma il vento gelido ci convince ben presto a rientrare.

Silvia ben presto riparte per il secondo concerto della giornata (che noi non vedremo per l'ennesima volta) e noi rimaniamo in albergo.

A questo punto inizia per me una nuova angoscia quotidiana che mi accompagnerà per tutto il tour: cosa faccio mangiare a Tommy stasera? Fossi solo mi potrei distruggere fegato e circolazione riempiendomi di tutte le porcherie che qui spacciano per cibo senza farmi troppi problemi, ma il mio cuore di padre mi impone un vaglio un pelo più accurato su ciò che faccio mangiare al pargolo.

Le scelte sono pochissime: spesso si trovano ristoranti sushi (improponibili al cucciolo di casa), thai, pub, e poco altro. Se hai la fortuna di imbatterti in un kids menù poi, puoi star certo che non troverai NULLA che non sia fritto e rifritto… Insomma trovare la cena è sempre (o quasi) un'angoscia.

Armato di iPad, tra un lancio e l'altro di macchinine, trovo a pochi isolati dal l'albergo un ristorantino che dal menù su internet sembrava accessibile, inoltre le recensioni lo davano per essere particolarmente kids friendly così decido che quello sarà il mio punto di arrivo per la serata. Per sicurezza comunque mi segno anche un altro punto di interesse nel caso la sfiga rendesse vano il primo…

Alle 19,30 vesto il pargolo, vesto me e scendiamo in strada. 2 minuti dopo ho in spalla la borsa del pargolo, la mia e Tom in braccio perché non aveva voglia di camminare…. Uff! Alle 19,35 inizio a sudare…

La morte nel cuore pero mi si manifesta quando dopo 10 minuti di camminata, carico come un somaro, la gentile signorina dell'accettazione mi comunica che non hanno posto, ci sarà da aspettare circa 20 minuti…. In venti minuti posso anche essere morto penso io, così mi ricarico tutto e mi dirigo verso il secondo ristorante segnato.

Piccolo problema, prima di partire non mi sono scaricato la piantina e non avendo pacchetto dati wireless, una volta uscito dalla mappa archiviata nella cache del telefono, mi trovo sperduto in vicoli sconosciuti con un pargolo in braccio che si diverte come un pazzo ma circondato da tipi poco raccomandabili.

Dopo cento metri decido che è il caso di tornare al ristorante della sera prima e ordinare nuovamente una pizza per Tommaso… Alla fine due giorni di pizza non lo uccideranno, no?😝😝😝😝

Arrivo praticamente trafelato, mi spoglio del giubbotto e mentre lo faccio ordino la pizza di Tom per cercare di farlo mangiare ad un'ora accettabile e finalmente mi posso rilassare. La cena, manco a dirlo va alla grande: Tommy è in gran spolvero e ritrovati i suoi punti di riferimento richiama a se anche il cameriere del giorno prima e dà spettacolo facendo ridere tutti, avventori compresi.

Finiamo di cenare e torniamo in albergo paciosi e tranquilli per prepararci alla nanna… ignari di quello che sotto sotto si stava preparando per noi l'indomani…

 

… to be continued

 

The Canadian Adventure – Day Five: Winter in Kelowna

The Canadian Adventure

ovvero, sopravvivere con moglie cantante e figlio di due anni e mezzo in giro per il Canada


Day Five: Winter in Kelowna

Fin dalla mattina prendiamo confidenza con i tempi del tour: sveglia all'alba, doccia, impacchettare i bagagli e colazione. In auto per le 9:00, pronti per una bella galoppata di 320 km attraverso le montagne, che problema c'è? Ce la posso fare…

Anche se un minimo di preoccupazione serpeggiava in qualche angolo della mia mente (robe tipo, Tommy preso da una crisi di noia che strepita per due ore, io che crollo di sonno alla prima curva, neve in autostrada e altre varie ed eventuali) ingrano spavaldo la D (di drive) e mi immetto nella Freeway n. 1 (scoprirò poi che questa autostrada imparerò a conoscerla quasi a menadito).

Quasi subito mi accorgo che i chilometri iniziano a scorrere fluidi e facili, l'auto risponde a meraviglia, Tommaso crolla in un sonno beato e io mi accorgo che guidare non mi stanca per niente. Inizio ad abbassare il livello di tensione quando mi si para davanti uno SPETTACOLO del genere.

Bello, bellissimo ma io non mi aspettavo la neve prima di Calgari!!!!! Ormai mi ero tranquillizzato all'idea che il problema neve l'avrei affrontato MOLTO più avanti e invece… Eccola qui!!!

Fortunatamente le strade erano praticamente del tutto pulite dagli spazzaneve che avevano già provveduto a spargere sale e sabbia rendendo il manto stradale sicuro come d'estate, insomma anche il “problema neve” era stato brillantemente superato ed a me non rimaneva che godermi la vista “speciale” di questi boschi bellissimi addobbati a natale.

Arriviamo a Kelowna per l'ora di pranzo, l'albergo non è male, un po' vecchio ma ben tenuto e accogliente, la nostra stanza ha i soliti due lettoni da mille km quadrati l'uno ma manca il ristorante interno… Peccato.

Decidiamo perciò di andare in avanscoperta per cercare un posto dove pranzare. La scelta cade in un “fantastico” ristorante BBQ dove il massimo che riusciamo ad ottenere nel vano tentativo di evitare le mille salse con cui qui condiscono ogni cosa è questo!!!! 😝😝😝

Bono era buono ma… Non era esattamente quello che avevamo in mente!! 😒😒😒

Dopo pranzo ci facciamo i canonici due passi due (fuori era un freddo becco!!!) per digerire e via in albergo a fare il riposino pomeridiano.

Silvia ci saluta verso le 16:30 per spostarsi verso Penticton (ad un'ora di auto da noi) e a noi, dopo il riposino di prassi, non resta che giocare con le macchinine, con gli omini, con i dinosauri e con qualsiasi altra cosa ci venga in mente.

Per la cena la soluzione è a portata di mano: esattamente di fianco all'entrata dell'albergo c'è un ristorante italiano che promette “pizza” così alle 19:30 ci fiondiamo li.

Tommaso dimostra ancora di essere un bimbo fantastico: si mangia la sua pizza, conversa con me senza fare strepiti, non fa danni nè caos e come al suo solito conquista i camerieri con il suo “very goodde” quando vengono a chiederci se va tutto bene.

Alla fine, verso le 21:00, usciamo sazi e divertiti da questo locale molto carino e non ci resta che leggere qualche librino e sprofondare in un bel sonno.

Silvia, come sempre, torna tardissimo e stavolta abbiamo anche meno tempo per fare die chiacchiere perché crolliamo rapidamente in un gran sonno anche noi… Domani doppio concerto per lei!!